Originale autografo…, in AIMC
Torino 21 Dicembre 1919
Ottima Sig.ina Occello,
Benché io abbia conoscenza di lei solo per le rarissime volte in cui ella fu a parlarmi a nome delle brave zie e zio Pietro, pure mi prendo la libertà d’avanzarle una proposta per la sola brama d’un gran bene che potrebbe derivarne alla nostra diletta Caramagna. Ella ha visto con quale slancio fu iniziato ed accolto costì il Circolo giovanile cattolico maschile, e come già si prospettino per tal mezzo le più fondate speranze di un fecondissimo apostolato fra la gioventù.
Ora io mi domando perché non si potrebbe fare altrettanto per le giovinette Caramagnesi, così profondamente e quasi tradizionalmente inclinate alla pietà per una special benedizione a noi trasmessa dalla B. Catterina? Il bisogno d’adunarle, affiatarle tra loro, istruirle nella religione ed anche nell’eco-nomia domestica, salvaguardarle dalle perverse idee socialistiche è omai evidente ed anzi urgente.
Finché non c’era la fabbrica a Caramagna non correvano tanto pericolo, ma al presente per quanto mi fu riferito – che io vado sì poco a Caramagna – le cose sono molto cambiate…
Di tal progetto, d’un Circolo femminile, parlammo più volte col Can.co Baravalle ed entrambi siamo di parere che ella sia la persona più indicata per le sue doti, l’istruzione e la posizione a porsi a capo di tale impresa. Altre più mature, come la D.lla Gallo etc. non sembrano poi adatte per la loro età a tali iniziative…ma certo coopereranno del loro meglio, persuase che il miglior servizio che possono rendere in paese alla religione ed alle anime, sia ora di cooperare a queste opere moderne destinate a non lasciarci sfuggire la gioventù ma a preparare buone e religiose madri di famiglia.
Ella può forse obiettarmi che in questa stagione ci sono speciali difficoltà per preparare locali adatti a tale convegno… ma d’altra parte il differire la cosa alla primavera, quando saranno iniziati i lavori di campagna, può nuocere molto al successo. Ella preghi, come già io ho pregato, per questo e son certo che la Consolata le ispirerà di farsi ella pure apostola tra la gioventù caramagnese, come abbiam delle caramagnese apostole tra i selvaggi.
Per primo mio concorso le prometto 100 lire e farò del mio meglio per indurre altre di Caramagna ad aiutarla.
Mi saluti tanto i suoi genitori e le zie e zio Pietro e gradiscano augurii di buone feste dal di Lei Dev. mo C. G. Camisassa
