Originale autografo…, in AIMC

Torino 16 giugno 1901

Ill.mo Sig. Cav. Pestalozza,

L’inattesa provenienza del suo scritto mi recò a tutta prima una dolorosa sorpresa. Il primo pensiero fu che qualche malattia o disgrazia avesse obbligato V. S. a tornare in patria. Meno male che non è così: anzi un tratto di fiducia del Governo –

Quanto a me verrei più che volentieri a farle una visita, ma questo momento mi è assolutamente impossibile. Domani abbiam esami generali dei nostri Sacerdoti, posdomani la Benedizione ed apertura al pubblico della Cappella annessa all’Istituto delle Missioni; poi il 19 vigilia della Consolata con illuminazione generale… il 20 festa titolare del nostro Santuario. Tutte cose cui non posso assentarmi. Se saprò poi che V. S. sia ancora costì venerdì o sabato farò il possibile di venire; ma la prego in caso affermativo, di volermene avvertire.

Quanto all’andamento del nostro Istituto nessuna novità per ora. Individui pronti a partire in autunno sono almeno sette. Ciò che aspettavamo con impazienza era di saper i sentimenti delle Autorità inglesi di lassù. Intanto però non ce ne facevam troppa premura, perché per una fortunata combinazione la vertenza sorta riguardo ai limiti tra i Vicariati Ap.lici dei Gallas e dell’

Abissinia ha determinato la S. Congregazione di Propaganda ad occuparsi pure dei limiti tra il Vicariato dei Gallas e quello dei Padri dello Spirito Santo in Zanzibar. Questa decisione sappiamo che fu già presa pochi giorni fa, ma per ora non potemmo ancora saperne il tenore. Da essa appunto dipenderà la scelta della via dei nostri per entrare nella parte Sud del Vicariato dei Gallas. Frattanto se non avessimo più occasione di parlarci, alle tante informazioni di cui già la richiesi, aggiungerei questa: di veder di sapere se l’Autorità inglese di colà (posto che ci sia favorevole) sarebbe disposta ad accordarci alcuni soldati irlandesi di scorta, se non nella prima corsa sul Tana, almeno nella seconda spedizione. Una cosa ancora che spero potrà dirci mentre ancora si trova fra noi, ed è chi sia il fabbricante del Vaporino che la Società del Benadir aveva ordinato per l’Uebi, se di questo vaporino sia stata veramente cominciata la fabbricazione o solo progettata, e (se fosse sospeso a metà del lavoro) a chi rivolgersi per vedere se lo vogliono affittare o vendere. Spero trovar ancora qualche momento per nuovamente scriverle, intanto che la ossequio distintamente anche a nome del Sig. C. Allamano

Di V. S. Ill.ma Dev. C. Camisassa