Originale autografo…, in AIMC

Torino 3 Ottobre 1901

Ill.mo Sig. Cav. Pestalozza,

Ho ricevuto ieri la sospirata e graditissima sua del 10 u.s., ed a nome pure del Sig. C. co Allamano la ringrazio infinitamente del costante e singolare interessamento che V. S. dimostra pei nostri Missionari, i quali in ricambio si fanno un sacro dovere di pregarle ogni giorno speciali benedizioni e protezione del Signore. Ed ora acciò V. S. abbia una norma nei passi che sta per fare a nostro favore le dirò brevemente le novità occorse riguardo al nostro Istituto dopo l’ultima volta in cui ebbi l’onore di parlarle.

Fermi nell’idea di andare verso il Rodolfo per la via del Tana, e prevedendo il bisogno d’ospitalità in Zanzibar dai R. mi Padri dello Spirito Santo, scrivemmo al loro R. mo Superiore Generale a Parigi. Egli si degnò accogliere la nostra dimanda con una bontà singolare ed a nome di S. E. Mons. Allgheyer ci promise ospitalità ed ogni sorta d’aiuto morale e materiale in qualsiasi luogo delle loro Missioni. Anzi poiché udì che intendevamo dirigerci verso il Rodolfo ci suggerì d’andar per la ferrovia di Mombasa sino a Nayrobi, e di là avviarci alla nostra destinazione. Studiando su questo progetto pensammo che a Nayrobi era difficile primieramente trovar modo d’organizzare una carovana per così lungo viaggio poi che di là non conveniva girar il Kenia ad ovest per timore dei Masai e per non dover far nuove pratiche coi padri di Mill-Hill; girarlo poi ad est non si poteva perché da quella parte non ci constava esservi sentieri di carovana in direzione del Rodolfo. Esposte queste difficoltà al predetto Superiore Generale ci avanzammo a chieder di far una sosta nel Kikuju settentrionale o nel paese di Mbe (tra il Kenia e la riva sinistra del Tana presso le sorgenti) ivi stabilirci e dar opera all’evangelizzazione lavorando sotto la dipendenza di Mons. Allgheyer, allo stesso modo che intendevam fare sotto Mons. Jorassau. Quando poi ci fossimo formato un sufficiente nucleo d’aderenze e reclutati i portatori, avviar una parte dei Missionari verso il Rodolfo. Era insomma un chiedere d’esser coadiutori di S. E. Mons. Allgheyer alla sua dipendenza, ma in località affatto distinta dai luoghi ove essi hanno ora Missioni.

Ci si rispose il Kikuju a loro assegnato esser una regione troppo piccola per ammettervi altri missionarii, e ciò dipendere da Mons. Allgheyer cui avrebbero tosto scritto. Frattanto sempre desiderosi di favorirci in tutti modi possibili, e per mostrare che vedeano molto di buon occhio l’opera nostra, ci proposero d’assegnare intieramente a noi il basso Giuba dove da Bardera sino al mare abitano schiavi fuggitivi dei Somali, gente pagana, di carattere pacifico, e che dava speranza di conversioni. A ciò aggiungevasi che noi ci saremmo così trovati in località di protettorato italiano. La cosa presentava dei vantaggi, non per lo scopo di restringersi alle dette località e popolazioni che sono troppo scarse, ma come base d’operazione da cui partire per la via carovaniera da Brava a Lough e poi sulla linea del 4° grado sino al grado 40 e 39, ove Donaldson Smith nel viaggio fatto nel 1898 trovò paesi bellissimi (finora inesplorati) abitati da numerosi Boran. Mi recai pertanto a conferire, prima col Cav. Giulio (!) Carminati segretario generale della Società del Benadir, e poscia col Comm. Dulio consigliere e governatore del Benadir. Si poté però conchiuder niente, perché in questo momento era scaduto il contratto con cui il Comm. Dulio è costituito governatore del Benadir, ma più specialmente perché stando alle informazioni del Comm. Dulio il basso Tana è malsanissimo, poco sicuro, e la via da Lugh al Rodolfo sulla linea del 4° grado, si dice impestata ora specialmente dai razziatori abissini. Ecco a che punto stanno ora le cose, frattanto che attendiamo informazioni sulla sanità e sicurezza della regione del basso Giuba, ed insieme aspettiamo a vedere se il Comm. Dulio sarà confermato.

Intanto credo anche non tarderà a giungere la risposta di Mons. Allgheyer, il quale forse confermerà il proposito accennato appena dal suo Superiore Generale, cioè di non accettare i nostri Missionari nel Kikuju né a Mbe. Noi ignoriamo la precisa posizione del Kikuju: sappiam solo che Propaganda, con recentissima decisione, fissò come linea di divisione tra i Padri di MillHill e il vicariato di Zanzibar la linea di displuvio tra gli affluenti del Sabaki e Tana ad est, ed i fiumi che mettono ad ovest nel lago Nyanza. Dalle nostre cognizioni geografiche parrebbe che questa decisione assegni una regione amplissima a Mons. Allgheyer; anzi, tutto o quasi tutto il Kikuju, che dicono popolatissimo (forse 1 milione d’anime), e che perciò ci sarebbe posto per tutti. Bisogna forse che sianvi altre ragioni per non accettare la nostra dimanda. Se V. S. per la buona conoscenza che ha con Mons. Allgheyer, potesse sapere il suo pensiero e dirci se proprio non c’è speranza di ottenere quella concessione, ci farebbe piacere.

Ed ora aspettiamo le altre sue informazioni sulle disposizioni delle Autorità inglesi riguardo delle progettate nostre Missioni.

Ho fatto subito celebrare la S. Messa, per cui V. S. ci rimise le 10 lire, come pure altre preghiere nel Santuario secondo la sua intenzione. Ma sia persuaso che anche senza quest’invio, ci facciamo un vero impegno di pregare e far pregare nel Santuario e nella Cappella dei Missionari per ottenerle grazie e la protezione della SS. Vergine sopra V. S. e degnissima consorte e tutta la sua famiglia.

Le rinnovo i sensi di profonda riconoscenza da parte del Sig. C.co Allamano e di tutti i Missionarii ed in particolare per mio riguardo e me le professo con alta stima ed ossequio

Dev.mo C. G. Camisassa