Originale autografo…, in AIMC

Torino 12 Ottobre 1901

Ill.mo Sig. Cav. G. Pestalozza,

Approfitto della sua sperimentata benevolenza a nostro riguardo per pregarla del favore di voler presentare ed appoggiare presso S. E. Mons. Allegeyer l’acclusa lettera e dimanda. Dalla lettura della medesima Ella ne intenderà lo scopo, che è quello stesso accennatole nell’ultima mia lettera. Quando le scrissi questa, io, interpretando male una risposta avuta da Parigi, avevo creduto che la nostra dimanda riguardo al Kikuju fosse stata respinta. Invece venni poi a sapere che essa, presentata e discussa nel Consiglio Generale della Congr.ne dei PP. dello Spirito Santo, vi aveva trovato favorevole accoglienza; soltanto che per l’accettazione volevano rimettersi alla decisione del R.mo Mons. Allegeyer, al quale anzi si proffersero di scriverne.

Ecco quindi il perché di questa dimanda che facciamo direttamente al prelodato Monsignore, e per la cui accettazione noi contiamo grandemente sui buoni rapporti di V. S. collo stesso Mons. e sulla costante di Lei affezione per l’opera nostra. Con essa non rinunziamo punto all’obbiettivo della missione dei Galla; ma stante le difficoltà di procedere direttamente, e senza esperienza dei luoghi, in tale direzione, crediamo sia meglio fissarci un punto d’appoggio, ed ivi impratichirsi delle persone e dei luoghi, per staccare poi una derivazione verso la meta prefissa. Certo che la via per Brava-Lugh e Lago Stefania sarebbe più diretta e, dato l’appoggio, quasi promessoci, della Società del Benadir, anche abbastanza sicura; ma per le notizie di recenti torbidi e razzie in quelle località, ci sembra che la prudenza ci consigli di soprassedere, e studiare e preparare, in vicinanza dei luoghi medesimi, la via di penetrarvi a tempo opportuno.

Pertanto nella certa fiducia che V. S. vorrà patrocinare questa dimanda presso S. E. Mons. Allegeyer, e presso il Governatore Inglese (se questo è necessario) preghiamo V. S. di far rilevare bene al R.mo Monsignore che:

1° I nostri desiderano lavorare non nei luoghi dove già trovansi le sue missioni, ma in località affatto distinta, non però troppo lontana; e che tale località desiderebbesi fosse il Kikuju del nord o il paese di Mbe nelle vicinanze delle sorgenti del Tana.

2° Che essi non gli chiederanno alcun sussidio per le future loro opere, e che anzi intendono indennizzarlo completamente delle spese che gli causeranno colla dimora nelle sue case sia a Zanzibar che a Nyrobi.

3° Che essi saranno perfettamente alla sua dipendenza, allo stesso modo che intendevano stare sotto quella di Mons. Jarosseau, qualora fossero andati nei paesi dei Galla.

Dall’esito di questa pratica V. S. comprende che dipende il diverso modo di preparare i missionari che dovranno partire; epperciò la prego, dopo che avrà conferito con Monsig. Allegeyer, ed avrà conosciuto in modo sicuro le sue disposizioni al riguardo, di telegrafarci l’esito con una di queste tre espressioni: esito negativo, oppure: esito favorevole, oppure: esito ottimo preparatevi. La prima parola indicherà che egli è contrario alla dimanda: la seconda che egli propende alla concessione, ma si riserva consultare i suoi Superiori: la terza che egli è favorevolissimo alla cosa e che senz’altro acconsente. In quest’ultimo caso, se egli designa il paese da assegnarci, voglia aggiungere una parola al telegramma dicendo p. e. Kikuju oppure Mbe. Il telegramma basta lo diriga – Torino, Santuario Consolata.

Colla presente spedisco pure una copia del Regolamento dell’Istituto, che prego V. S. di consegnare e spiegare a S. E. Mons. Allegeyer. Unisco nello stesso plico una carta geografica della regione in discorso: ciò le faciliterà le trattative col predetto Monsignore, e poi (ritenendo noi altra copia della stessa carta) potrà meglio V. S. spiegarci le località su cui si sarà convenuto.

Augurandomi buon esito, le prego dal Signore degno ricambio di celesti benedizioni ed ossequiandola distintamente, a nome pure del Sig. C. Allamano, me le professo colla massima riconoscenza

Dev.mo C. Camisassa

P. S.

Avevo già suggellato la presente quando mi arriva l’ultima sua del 25 u.s. Essa mi conferma nella convenienza d’avanzar l’acclusa dimanda, epperò non ho che da rinnovarle la preghiera acciò s’adoperi per la riuscita. Andar a Lamu sarà l’ultimo partito da tentare se gli altri falliscono, e ciò perché Lamu è luogo di malaria e non presenta speranze di conversioni. Dalla sua lettera veggo che V. S. non ha peranco ricevuto l’ultima mia. Rinnovo ossequii ed assicuro speciali preghiere nel Santuario pel felice viaggio della sua deg.ma consorte.