Originale autografo…, in AIMC
Balme (Ala di Stura) 27 luglio 1902
Ill.mo Sig. Cav.re,
Il nostro ven. Rettore C. Allamano sperava poter offrire a V. S. per mezzo degli stessi nostri missionarii venuti costì, un piccolo ricordo, per testimoniarle la profonda nostra riconoscenza per quanto V. S. ha fatto e continua a fare pel buon esito delle nostre Missioni. Ma gli oggetti ordinati a Parigi non ci giunsero in tempo, sicché soltanto ora glie ne facciamo spedizione in pacco assicurato, contenente un ciondolo per V. S., una broche per la degnissima Sua Consorte, ed assieme un anello che V. S. avrà la bontà di presentare a S. E. Mons. Allgeyer al suo ritorno dal Kikuju. Son cose da poco, e per impreziosirle le abbiam fatto toccare direttamente al quadro miracoloso della Consolata, affinché siano loro apportatrici di grazie e di consolazioni da Colei che sa, meglio di noi, apprezzare e premiare l’opera prestata da V. S. a vantaggio dell’Istituto. È questa la costante nostra preghiera e degli alunni tutti delle nostre Missioni –
Sono persuaso che V. S. sarà già informata, prima di noi, d’ogni passo dei nostri Missionarii, e come la protezione della Vergine SS. li assista evidentemente nell’opera loro. L’ultima loro lettera pervenutaci, fu scritta il 20 p. p. giugno da Nyrobi. Ivi erano giunti il 13 idem e persuasi di dover da quel punto avviarsi alla loro destinazione attendevano le merci per disfarle e sminuzzarle adattandole ai portatori. Ma le merci non arrivavano, e mentre essi inquieti del ritardo ne sollecitavano telegraficamente l’arrivo, ecco giungere in Nyrobi due messi di Karoli, capo del Kikuju di mezzo (il Kikuju è diviso sotto 3 capi) sollecitante l’arrivo dei nostri presso di lui. Questi messi portavano la notizia che la via da Nyrobi alla capitale di Karoli era impraticabile per rottura di ponti causa inondazioni, che un’altra via da una stazione dopo Nyrobi non era sicura e che la via migliore era dalla stazione ferroviaria di Naivascha[!], donde in due giorni si arrivava alla capitale ove ha sede il Dottor Hine, quegli che aveva sollecitato la venuta dei nostri – Si decise dunque per quest’ultima via, e corsi alla stazione di Nyrobi vi trovarono le merci arrivate allora allora, e non fecero che girarle per Naivacha [!]. Frattanto rimandarono con doni i messi di Karoli, convenendo che sarebbero poi venuti a Naivacha con 100 portatori. Ciò succedeva il 19 giugno e il dì seguente, (quello della nostra gran festa della Consolata) i Missionarii partirono alle 1, 30 per arrivare alle 6 pom. a Naivascha dove depositeranno le merci presso quel mercante Alindina, che aveva passato loro un chèque su Mombasa per le rupie che portavano con sé –
Ora attendiamo notizie del come saranno stati ricevuti e stabiliti presso Karoli – Mons. Vescovo poi si mostra sempre affezionatissimo ai nostri, specie al T. Perlo, e par tanto sicuro di loro che presso Karoli si fermerà solo alcuni giorni, e poi li lascierà che facciano da sé –
Di salute dicono che stanno sempre benissimo e che finora non han sofferto nulla – La temperatura, anziché calda è fresca nel Kikuju, e il paese, dicono, incantevole – Speriamo che alle speranze corrisponda l’esito e i frutti – Ecco quanto sappiamo finora dell’operato dei nostri –
Il Sig. C. Allamano ed io siamo ora per una quindicina di giorni in alta montagna (1800 metri sul livello del mare) poi torneremo a Torino – Speriamo e ci auguriamo che V. S. e deg.ma famiglia sia ognora in buona salute, come pure confidiam nella guarigione della sua ottima sorella.
E unitamente al Sig. C. Allamano le presento i sensi di alta stima e di perenne riconoscenza.
Di V. S. Ill.ma Obblig.mo
C. G. Camisassa
