Originale autografo, lettera mutila…, in AIMC

[9 gennaio 1912]

All’infuori di questi… non v’è altri che pensi ritornare… o che convenga rifiutare – Quella [seguono alcune parole cancellate] glie lo dissi già; e giovani che potevano fare… non fanno, perché non formati per niente, e non conosciuti… Pazienza! Aggiungo però a di lei consolazione, che da quanto osservo qui, e ricordo dell’Istituto attuale a Torino, lo spirito è ora ben diverso da quello di una volta; mi par che c’è sopratutto sincerità, cosa che allora mancava affatto – Ma lasciamo queste cose dolorose… Dopo tutto del bene se ne fa e molto… grazie specialmente all’ordinamento della vita ed esercizio di missione… ordinamento che riconosco indubbiamente ispirato dall’alto, e pel quale anche i riottosi o meno volonterosi son come coinvolti e trascinati, senza che possano resistere o disfare; sicché il risultato, le ripeto, è molto consolante, come potrò dirle assai meglio a voce. E si vede che il Signore, dopo tutto, benedice, e guida lui la barca… come vedrà nell’affare delle scuole pei figli dei capi, come le dirò in seguito.

Dopo questa lunga digressione torno alle di lei lettere.

 + Di Meru abbiamo sempre buone notizie e fra 15 giorni spero esser io colà a constatarle de visu.

 + Ebbi i giornali colla Conferenza Bianciotto a Pinerolo; godiamo del buon esito, ma speriam pure che egli venga presto qua.

 + Della Direzione Spirituale per cui V. S. insiste le parlerò a voce essendovi troppi???

    Vengo ora alla sua 2a lettera del 29 p. p. Dic.bre. Se sapesse quanto soffro nel leggere che ella soffre… per la solitudine… Ma spero non tardar più tanto e la metà d’aprile si avvicina, epoca nella quale conto già di essere a Torino, come le scriverò ancora, dopo saputo le partenze della linea italiana, che come le dissi, non son più regolari.

 + Sarà bene che V. S. si prepari ad avere (oltre le [seguono due parole cancellate] di cui deve aver già ricevuto invito di pagamento) altre [segue una riga cancellata]. Ritenga però che non le saran chieste prima del prossimo aprile.

 + Io son sempre più dell’idea che sia bene [seguono quattro righe e mezza cancellate]. Certo che [segue mezza riga cancellata] son più secondo lo Spirito della Chiesa.

 + Parliamo sempre con Mons. della vita di Missione ed apostolato… ed omai so tutto quel che si può sapere su ciò, e, perciò, quanto occorrerà sapere per fare quel regolamento, che io credo sia meglio combinar poi con lei soltanto. Ella sa quante discussioni avemmo con Mons. per quelle benedette Costituzioni… Credo farem più presto tra noi

 + Insisterò con Mons. perché scriva pel Periodico e spero deciderlo su di Meru o d’altro. Qualcosa sta preparando P. Gays della storia del Collegio Catechisti. P. Balbo scrisse e sta scrivendo. P. Rosso non può farlo ora che ha in media 200 persone (tra uomini, donne e ragazzi) pel caffè… oltre altre 150 pel resto della fattoria (totale da 350 a 400 al giorno).

 + Per l’offerta di £ 1000 della Beltrami, per ora non scriviamo… non sappiam neppure il di lei nome di Battesimo né indirizzo. Al Giraudo faccio scrivere da Mons. o da altri bene, accennando solo che preghiam il Signore di consolarlo nella famiglia. Io gli avevo già scritto dopo battezzato 1 catechista col suo nome 3 mesi fa.

 + Ella mi dice perché non ritirar finora la roba da Nairobi? Perché è vietato andar coi carri, e varii conducenti promisero… e poi fecero mai nulla. È per questo che decisi l’acquisto del tractor-car. Ora quella roba ci è giunta, ma in che stato miserando!!

 + Il trasloco di P. Saroglia non fu preso da alcuno come punizione, neppur da lui. Ma certo era necessario. [segue mezza riga cancellata].

 + Le accludo la nota delle Messe da me applicate per la Consolata nel 911 che furon 328. L’uomo s’agita e Dio lo conduce. Ecco il sunto dell’affare del Collegio pei figli dei Capi. Troppo lungo sarebbe contarle la storia della Conferenza che Mons. ebbe 8 giorni fa a F. H. col Provincial Commissioner di F. H. col District Commissioner di Nyere, col Capo dell’Istruzione pubblica… e con 2 ministri Protestanti. Dopo tanti progetti fatti e scritti dal Governo, con promessa scritta di sussidii… ora finalmente venner fuori a dir che il Governo può dar nulla… e neppur esigere lui la pensione, di 50 lire annue! dai Capi… Questi inglesi… a cavar loro un soldo! Sono maestri nell’esiger tasse… ma il Governo pare abbia per massima di dar mai niente. Però tutti i convenuti alla Conferenza furono unanimi (i due ministri protestanti compresi) nell’elogiare il nostro già iniziato Collegio di F. H., al quale vollero tutti far una visita, dimostrandosi specialmente ammirati della grandiosità del fabbricato, e del contegno dei 45 già ivi dimoranti principini. E tutti concordi ci esortarono a far tutto noi, e da noi soli; completando l’opera con un altro collegio a Nyeri per questo distretto, per Meru e pel resto della Provincia. In conclusione darebbero niente; non forzerebbero i genitori a pagarci, e ci lascierebbero liberi affatto nell’insegnamento. Questo cambio di tattica da parte del Governo ha qualcosa d’inesplicabile; Mons. non sa che dirsene. Tanto più che ieri giunse qui alla Fattoria il Direttore gen.le suddetto dell’Istruzione pubblica; volle veder gli 8 Principini già… collegiali qui e i 43 aspiranti catechisti; elogiò grandemente la grandiosità dell’azienda della Fattoria, l’abilità dei neri che volle vedere all’aratura e ad altri lavori. Si esibì di venirci a rivedere oggi, e d’assistere alla scuola degli allievi catechisti. Difatti stamane alle 9,30 era qui; assistette alla scuola fatta ai catechisti da P. Gays nei locali dell’Orfanotrofio, diede egli stesso qualche frase da scrivere, e qualche operazione aritmetica, eseguita lì per lì da Giuseppe Nguru il di lei figlioccio (che iersera invitammo qui per la circostanza), si compiacque della lettura di qualche componimento (fatto questa notte) in suo onore… poi assistette ai pezzi di canto e recite degli orfanelli, e si accomiatò esprimendo la massima soddisfazione… e ripetendo l’esorta-zione di far tutto da noi. Questo contegno, ripeto, è inesplicabile… da parte di autorità tutte protestanti e verso noi cattolici! Ma frattanto eccoci al busillis. Fare da noi, vuol dir che non riusciremo a cavar un soldo dai Capi, che stentarono già tutti ad acconsentire all’allontanamento dei figli, per un’istruzione di cui non comprendono l’importanza, per ora almeno. I 2 collegi graverebbero quindi intieramente sulle Missioni.

Da conti minutissimi fatti sulle prove già eseguite al Collegio di F. H. ci risulta che la spesa annua pei 2 collegi sarà da £ 4000 a 5000 anzi di più che di meno complessive. Mons. ne fu spaventato, e fece venire qua anche P. Barlassina, a ciò con lui e P. Gays si trattasse il problema d’affrontare o no tale spesa in vista del bene futuro d’ordine spirituale. Son 3 giorni che ne discutiamo, e non sto ad esporle tutti i motivi, pro e contro, e neppure il progetto a scartamento ridotto, cioè di un solo collegio, o due piccoli, con solo una diecina di allievi, figli di capi che paion principali… che porterebbe a cernite ingiustificabili davanti ai capi, ed a freddezze. Ritenga soltanto che non c’è a pensar di convertire in vita questi giovanetti, che straricchi all’uso kikuiu, si prenderan più mogli. Così pure è molto discutibile se, per ora almeno, riescano a capir l’importanza del beneficio che lor faremo coll’istru-zione. In avvenire forse lo capiranno taliter qualiter, ma per ora no: e neppur i lor genitori. C’è però un riflesso di grande importanza. Presso gli Akikuiu non esiste l’idea della donazione gratuita nel senso che da noi. Essi quando donano, sia cose grandi (una vacca), sia cose piccole (una pannocchia o una patata dolce) intendono sempre: col diritto a riavere presto o tardi (magari 30-50 anni dopo) una cosa equivalente. E il donatario non contesta mai tale debito, come il donatore ricorda per tutta la vita d’aver tale diritto, diritto e dovere che trasmettonsi per testamento di padre in figlio et ultra… i due così vincolati chiamansi amici, e non conoscono generalmente altro motivo d’amicizia. Il donatore si mostrerà generoso nel non richiedere presto la restituzione… ma se avvengon dissensi fra loro, la può chieder subito, e pretenderla in giudizio davanti agli anziani. Ciò posto questi Capi (e lor figli) se non apprezzan l’educazione, apprezzeran però moltissimo l’aver riempito la pancia ai loro figli, e si riterranno vincolati a noi finché non chiederemo il compenso… e saremo legalmente e indiscutibilmente (all’uso kikuiu) perfetti amici. Or chi non comprende l’importanza futura di questi rapporti, che essi non negheranno mai, temendone gravi maledizioni e sciagure? Aver i capi così vincolati e amici, vuol dire esser padroni del cuore della popolazione intiera, perché qui il rispetto ai capi è tradizionale… e profondamente radicato. Lo vediam già adesso; dei 40 capi, i cui figli sono a F. H., siamo divenuti amicissimi; si può chieder loro quanto si vuole… si fanno in quattro per contentarci. Eccole perché io venni alla conclusione di continuare quest’opera dei Collegi, per quanto costosa. Non le pare che la Consolata voglia darci così le chiavi dei cuori di tutte queste popolazioni?

Termino col finir della carta. Salute mia e di Mons. ottima altrettanto preghiamo a Lei, di cui sono aff.mo in G. e M. C. G. Camisassa

P. S.

Ricevuto 1 copia Vita D. Cafasso – quanti Deo gratias!!