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Scritto da IMC
CI HO CREDUTO VERAMENTE
Riceviamo da Giulia
Merigo questa segnalazione: «Voglio ringraziare il beato Giuseppe Allamano per aver salvato da morte certa per gravi
ustioni mia sorella Anna e me, che da quell’incendio sono uscita indenne. Come posso pensare che sia stato il beato
Allamano a farci questa grazia?
Qualche mese prima che accadesse il fatto, mio fratello P. Antonio mi aveva
detto che i missionari stavano facendo una novena per ottenere un miracolo, per intercessione del loro Fondatore, anche al
fine di poter giungere alla sua canonizzazione. Quando mia sorella è rimasta gravemente ustionata, in quel
terribile incendio, e i medici l’avevano data per morta, io ho chiesto alla Madonna che fosse questa la grazia
concessa per intercessione dell’Allamano, cioè salvare la vita a mia sorella. Così anch’io ho
fatto una novena.
Non so spiegare la cosa, ma da subito ho avuto la sensazione che sarei stata esaudita.
Telefonavo per chiedere notizie, ma da casa mi rispondevano che i medici assicuravano di impegnarsi a curare mia sorella,
ma non erano in grado di fare miracoli. Per loro, con le ustioni che aveva riportato, difficilmente sarebbe sopravissuta.
In me, invece, persisteva la convinzione che mia sorella si sarebbe salvata. Anche perché, mi dicevo, se
c’era qualcuno che mi aveva fatto uscire da quella casa per chiedere aiuto, questo qualcuno doveva pur volere che
mia sorella si salvasse.
Ci ho creduto veramente e mia sorella si è salvata per
intercessione del beato Allamano, al quale va tutta la mia riconoscenza».
UN AIUTO PATERNO IN
MANCANZA DEI MEDICI
Riceviamo questa simpatica segnalazione, non firmata, che riteniamo positivo
pubblicare: «Desidero fare una confidenza…ed a chi se non al “Tesoriere del Fondatore”? Ai primi
di agosto un forte nodo alla gola mi impediva la normale deglutizione. In assenza dei dottori per la pausa estiva non era
possibile né la diagnosi, né la terapia adeguata.
Ed allora insistentemente pregai il Padre
Fondatore applicando alla gola un suo fazzoletto-reliquia. Il giorno seguente, 16 agosto (n.d.r.: nel nostro Istituto, il
16 di ogni mese è il “giorno del Fondatore”), iniziò la ripresa della deglutizione fino al
completo ristabilimento.
Il 16 settembre, dopo la pausa estiva, le visite specialistiche e radiologiche hanno
dichiarato che nella gola era tutto normale. Oggi 16 novembre, anche se forse non si tratta di un miracolo, dopo tanto
tempo, sento la necessità di rendere a lei nota questa grazia ricevuta.
L’ALLAMANO AVEVA
CHIUSO TUTTE LE PORTE
Sr. Pierina Msigala, Missionaria della Consolata originaria del Tanzania, dal
2001 destinata in Venezuela, ci invia la seguente testimonianza: «Ero nel pieno della mia attività
missionaria in Venezuela quando incominciai a provare debolezza con vertigini, che durarono un lungo periodo di tempo.
Feci diverse visite mediche e ricerche per individuare la causa, ma senza risultato. Tutti gli esami erano negativi.
La situazione mi preoccupava. Il primo novembre del 2003 ricevetti il risultato delle analisi del midollo: 20%
della sindrome della leucemia, situazione causata da una anormale produzione di cellule sanguigne. Si poteva anche
chiamare cancro del sangue. La dottoressa disse che il mio caso era molto serio e che era necessario un trattamento di
kemioterapia il più presto possibile. Suggerì di iniziarlo addirittura il giorno seguente.
La
Superiora Delegata del Venezuela era del parere che facessi questo trattamento piuttosto in Italia. Purtroppo non potei
aderire a questo suggerimento per ragioni di passaporto. Le consorelle tentarono di mandarmi in Colombia, ma neppure
questo tentativo andò a buon fine, ancora una volta per motivi burocratici. A quel punto feci notare alle
consorelle che il Fondatore forse non voleva che mi sottoponessi alla kemioterapia: ecco perché tutte le porte
continuavano a chiudersi. L’unico paese dove si potevano trovare buoni esperti e che ha riconosciuto i miei
documenti è stato il Kenya.
Il dottore che mi prese in cura fece ripetere tutti gli esami per indagare
meglio sulla leucemia, ma non riuscì a trovare nessun segno di questa terribile malattia. Mi prescrisse una visita
ginecologica per scoprire la causa dell’anemia che avevo. Fu diagnosticato un fibroma, mentre in Venezuela non era
stato trovato. Fui operata ed ora sto bene.
Appena la Superiora generale ebbe saputo della mia malattia,
mandò un messaggio a tutte le sorelle dell’Istituto, chiedendo che iniziassero una novena al Fondatore, il
beato Padre Giuseppe Allamano. Io stessa ho pregato con confidenza e costanza. Prima di venire a conoscere, in Kenya, che
non c’erano tracce di leucemia, ho avuto un sogno: piangevo abbracciata alla statua del Fondatore, quando lui mi
accarezzò il capo ed io provai un profondo senso di pace. Quando mi sono svegliata ha avuto un senso di felice e
quasi sacra sorpresa. Questa serenità interiore mi aiutò ad aprirmi alla volontà di Dio, e da quel
momento accettai anche la morte se fosse stato il progetto di Dio per me.
Sono convinta che il Padre Allamano
sia realmente intervenuto in favore della mia salute. Questa esperienza ha avuto un notevole impatto in me ed ha fatto
sgorgare nel mio cuore un sincero sentimento di gratitudine per Dio e per il Padre Allamano».
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Creato: Mercoledì, 31 Gennaio 2007 05:00
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Pubblicato: Mercoledì, 31 Gennaio 2007 05:00