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Scritto da Redazione GA
È risaputo che l’Allamano immaginava la vocazione missionaria collegata al
martirio, a somiglianza di Gesù, degli Apostoli e di tanti santi missionari che hanno versato il loro sangue per il
Vangelo.
Le sue
proposte, soprattutto quelle che riguardavano il servizio apostolico, indicavano l’ideale più elevato,
“fino a dare la vita”.
Alle missionarie, in particolare, ha avuto il coraggio di confidare che avrebbe desiderato che
tra di loro il Signore scegliesse una martire. Secondo la sua convinzione, ciò sarebbe stato segno della
predilezione di Dio e la conferma che l’Istituto procedeva con coerenza sulla strada che lo Spirito aveva indicato a
lui fin dall’inizio.
Sentiamo qualche sua espressione. Parlando alle missionarie del distacco dalle
comodità, il 20 ottobre 1918, si è lasciato sfuggire dalla bocca: «Dunque, siete venute per partire
per la missione. Speriamo che qualcuna subirà un giorno il martirio. Nella cappella nuova ci sarà poi posto
sotto l’altare per una martire, e speriamo che una di voi sarà scelta dal Signore».
Tornato da un viaggio a Roma,
il 6 marzo 1921, riferiva compiaciuto alle suore le lodi che aveva sentito da alcuni cardinali del Cafasso, perché
si era santificato non facendo azioni straordinarie o miracolose, ma vivendo perfettamente le cose ordinarie di ogni
giorno. E soggiungeva: «Voi potrete venire tutte sante, non dico tutte sugli altari (sebbene qualche martire la
desidero), ma sante, sante!».
Ricordando questo desiderio dell’Allama-no, non si può fare a meno
di pensare all’evento che ha colpito la sensibilità di tanti in quel 17 settembre 2006, giorno del martirio
di sr. Leonella Sgorbati, uccisa a Mogadiscio, in Somalia, perché era una missionaria cristiana.
Perdono,
perdono, perdono! Queste sono state le sue ultime parole, come il ponte che ha attraversato per giungere a Dio, mentre la
liturgia di quella domenica ricordava ai cristiani: «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma
chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà» (Mc 8,35).
Veramente, prima di lei,
già il 28 settembre 1953, un’altra Missionaria della Consolata, sr. Eugenia Cavallo, era stata uccisa,
durante il movimento Mau Mau in Kenya, anche lei perché era cristiana.
L’Allamano, pensando al futuro
dei suoi missionari e missionarie, desiderava il massimo della santità, “fino al martirio”. Le sue
parole profetiche: «Sebbene qualche martire la desidero» non sono state pronunciate invano. Il desiderio del
Fondatore si è avverato!
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Creato: Sabato, 26 Maggio 2007 05:00
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Pubblicato: Sabato, 26 Maggio 2007 05:00