«La mia più bella consolazione»

L’ALLAMANO INSEGNA A “FARE LA VOLONTÀ DI DIO”.

Verso il termine della vita, ringraziando i missionari e le missionarie delle preghiere degli auguri per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, l’Allamano ha potuto fare loro questa confidenza paterna: «Se al mio posto fosse stato un santo quanto maggior bene avrebbe operato, ed acquistatisi più meriti! Mi consola però che cercai sempre di fare la volontà di Dio riconosciuta nella voce dei Superiori. Se il Signore benedì molte opere cui posi mano, da eccitare talora ammirazione, il segreto mio fu di cercare Dio solo e la Sua Santa Volontà, manifestatami dai miei Superiori. Questa fu ed è la mia consolazione in vita e la mia confidenza al tribunale di Dio».

“Fare la Volontà di Dio” è stata una delle convinzioni basilari sulle quali si è costruita la spiritualità dell’Allamano. Ha manifestato questa sua convinzione in tante occasioni, prima di quella già citata. Per esempio, rispondendo agli auguri per il compleanno, il 19 gennaio 1913, ha detto: «Domani compirò 62 anni; ed in questi giorni il mio pensiero è rivolto a considerare tutta la catena di grazie di cui il Signore mi fu generoso donatore, sia nell’ordine naturale come nel soprannaturale. – Una cosa mi consola quando penso alla mia poca corrispondenza a tante grazie; e si è di avere sempre coll’aiuto di Dio seguito la via che Dio mi aveva fissata da tutta l’eternità».

Dopo aver ricordato i momenti salienti della sua vita, prosegue: «Vedete quindi com’io ora dando uno sguardo al passato possa con santa compiacenza rallegrarmi di avere ubbidito alla volontà di Dio manifestatami dai Superiori; ed ora godo della certezza di aver sempre camminato per la via da Dio assegnatami. Perciò usai delle grazie sparse nel cammino a mio ed altrui bene. Mi consola pure che avendo così fatta la volontà di Dio, Egli avrà anche aggiustato le mie deficienze e perdonato alle mie mancanze per me e per gli altri».

E ancora, il 21 gennaio 1917: «So che quest’oggi avete pregato per me, ve ne ringrazio. Quest’oggi è il mio anniversario di nascita, proprio adesso, alle sei di sera di quest’oggi. Quando ero ancora piccolino avrei mai creduto che il Signore volesse conservarmi fino a quest’età, per tanti anni; sono 66 anni sapete […].

Quest’oggi ho fatto il ritiro mensile, naturalmente e ho ringraziato il Signore, ed ho supplicato il Signore a perdonarmi quando dovrò rendere conto di tutte le grazie che ho ricevuto. Ne avrò tanti rendiconti da rendere io sapete! Tuttavia non mi affliggo per questi rendiconti.

Ho sempre fatto la volontà di Dio, di questo non ne dubito; dunque Signore, supplite voi! Questo sono certo che ho sempre cercato di fare la volontà di Dio in tutto, senza guardare in faccia a nessuno… Ma ad ogni modo non tocca a me fare il mio elogio; non c’è che da ringraziare il Signore».

Un altro incontro confidenziale è quello del 20 settembre 1918. Ecco le sue parole: «Sapete cosa voglio dirvi stasera? […]. Sono 45 anni che sono ordinato Sacerdote! Voi allora non c’eravate […].

Credetemi, c’è niente di più consolante e tranquillo che aver fatta la volontà di Dio, manifestata dai Superiori. Sono così persuaso di aver sempre fatta la volontà di Dio, perché nei miei Superiori ho sempre avuto confidenza, e fatto quello che mi dicevano, cominciando dai nostri Arcivescovi».

Raccontando alle suore le vicende dei primi anni di sacerdozio, così conclude: «Io vi dico che la mia più bella consolazione è d’aver sempre fatto la volontà di Dio».

PER NON DIMENTICARE

L’Allamano, come educatore di missionari e missionarie, valorizzava un doppio metodo pedagogico: quello dei “modelli”, incominciando dai modelli per eccellenza che sono Gesù e Maria, e poi quello che possiamo definire degli “slogan”. Spesse volte, l’Allamano, sia parlando che scrivendo, faceva affermazioni brevi, decise, che sintetizzavano tutto il suo pensiero in poche parole. In questo modo facilitava ai giovani ricordare i suoi consigli. Riguardo l’impegno di compiere la volontà di Dio, gli slogan dell’Allamano sono molti. Sentiamone alcuni, che ho desunto dalle conferenze alle suore, per ordine cronologico, e che propongo in gruppi di cinque:

«Costi quel che vuole, anche sangue, quando si è pensato, esaminato, provato, bisogna fare la volontà di Dio»; «Che sia disposta a lasciar la vita, ma non la volontà di Dio»; «Tutte le volte che ci rifiutiamo alla volontà di Dio, siamo peggiori dei burattini»; «Ogni tanto dire a se stessi: Faccio la mia o la volontà di Dio?»; «La santità consiste nel far la volontà di Dio; sta tutta qui la perfezione e la felicità nostra».

«Fare le opere buone e non volute da Dio è anche perdere tempo. Se il Signore [l’obbedienza] non vuole quest’opera è perdere tempo»; «Mai fare la mia volontà, ma sempre quella del Signore»; «Tutto va bene se si fa la volontà di Dio»; «Se noi vogliamo quello che vuole il Signore, dobbiamo volere la nostra santificazione»; «Essere indifferenti […], purché si faccia la volontà di Dio».

«Guardate di conoscere pienamente la volontà di Dio»; «Bisogna fare ogni cosa quando e come si deve fare […], purché sia volontà di Dio»; «Fa quel che vuole il Signore da te»; «Volontà di Dio è quando il Signore permette le cose»; «Se facciamo la volontà dei Superiori, che è quella di Dio, avremo il merito».

«Qualunque cosa vogliate, o Signore, la farò, con la vostra grazia»; «Quelli che sono risoluti di farsi santi, di fare la volontà di Dio, Egli li benedirà»; «Dobbiamo cercare la vo-lontà di Dio»; «In tutto dovete riconoscere la volontà di Dio»; «Faccio la volontà di Dio, e avanti… Non c’è nessuna qui per dormire, ma per fare la volontà di Dio».

«[…] non bisogna cercare il perché; il perché è la volontà di Dio»; «Aver di mira lo scopo per cui siamo in questo mondo e siamo venuti qui, che è: fare la volontà di Dio, e farla bene e sempre»; «Ma pregate che il Signore faccia la sua santa volontà: è poi tutto lì, vedete!»; «Non siamo mai sicuri come quando facciamo la volontà di Dio»; «Che il Signore ci benedica e ci aiuti affinché possiamo corrispondere alla sua santa volontà, perché è poi tutto lì, sapete. Egli benedice chi sa fare la sua volontà».

«Continuate a pregare che si faccia la volontà di Dio: ciò che è meglio per tutti»; «Bisogna essere generose, proprio fare quello che vuole il Signore»; «La vostra non è una vita di estasi, ma di lavoro; ma di lavoro secondo la volontà di Dio, per amor di Dio»; «Il segreto per essere felice anche in questo mondo è di far la volontà di Dio»; «volere ciò che Dio vuole, in quel modo, luogo e tempo e circostanza che Egli vuole, e tutto ciò volerlo non per altro se non perché così vuole Iddio».

La conclusione la offre l’Allamano stesso con l’esempio dato alla fine della sua vita. Secondo il diario di Sr. Paola Rossi, che lo ha assistito durante l’ultima malattia, alla suora che si congratulava per la ripresa nella salute, l’Allamano ha ripetuto ben tre volte: «Non questo dovete chiedere, non questo voglio, ma solo il compimento della volontà di Dio».

E alla Superiora, Sr. Agnese Gallo, mentre gli ricordava che stava per iniziare il mese di S. Giuseppe, rassicurandolo che le suore avrebbero messo l’intenzione per la sua guarigione, il Fondatore «alzando gli occhi al cielo, ed allargando un poco le braccia: “La volontà di Dio, la volontà di Dio”». Ecco il commento di Sr. Agnese: «sembra che non abbia altro da dire».

Infine, sr. Emerenziana, che lo trovò sensibilmente peggiorato, dopo essersi brevemente assentata per il pranzo, attesta: «Nella mia semplicità, col cuore angosciato, capii che si avviava al termine, e gli dissi: “Oh, Padre. Ci siamo. Lei mi muore”, ed egli mi rispose con un fil di voce: “E tu prega perché si compia la volontà di Dio”».

P. Francesco Pavese imc
giuseppeallamano.consolata.org