Come Missionari della Consolata, assieme ai nostri amici e benefattori, ci sentiamo legati a
due date indimenticabili, sempre attuali, che ogni anno commemoriamo con riconoscenza. Il 29 gennaio è
l’anniversario della nascita dell’Istituto, fondato nel lontano 1901. Il 16 febbraio ci ricorda la santa morte
del nostro Fondatore, nel 1926, divenuta oggi festa liturgica del beato G. Allamano. Queste due date sono ricordate in
ogni parte della terra, ovunque ci sono Missionari e Missionarie della Consolata e persone loro vicine.
Per commemorare questi
anniversari nel 2008, siamo certi di fare cosa gradita ai lettori riportando alcuni brani salienti, tradotti dallo
spagnolo, di due composizioni poetiche, che il nostro confratello p. Alberto Minora, missionario nella parrocchia di
“Nuestra Senhora de Pompeya” (Merlo, Buenos Aires, Argentina), ha pronunciato rispettivamente il 29 gennaio e
il 16 febbraio dello scorso anno di fronte alle nostre comunità di Buenos Aires.
29 GENNAIO :
ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELL’ISTITUTO
Con il cuore traboccante di gioia uniamo menti e voci ai fratelli e sorelle nel mondo e innalziamo a Dio un inno di gratitudine per la fondazione dei nostri due Istituti.
[…].
Grazie, Padre, dal quale procede ogni bene, per avere ispirato al beato Giuseppe Allamano, sacerdote in tutto a Te legato, di donare alla Chiesa universale due istituti missionari per cooperare all’opera della salvezza.
Egli fu
esigente con noi e diceva: “Prima santi, poi missionari”. Il primato della santità si esprime nell’intensità della preghiera, soprattutto
nell’Eucaristia, centro e cuore della vita e della missione.
Egli ci lasciò il motto: “Annunzieranno la mia gloria alle
genti”. E ci
lasciò pure l’unità di intenti con lo spirito di famiglia, per camminare più speditamente, ché il fratello è il bene più grande.
[…].
Il nostro canto, oggi, si unisce al “Magnificat” della Vergine Maria, Madre di Dio e
dell’umanità, al cui servizio siamo consacrati come Gesù, in povertà, obbedienza e castità. “Missionari della
Consolata” nostro
nome e cognome, che
portiamo con umiltà e orgoglio, che ci impegna ad annunciare Cristo, vera “Consolazione”, in ogni parte, per sentirci consolati noi stessi da Colei che ci ama con predilezione.
Guarda,
Padre, i tuoi figli e figlie che vogliono realizzare nel mondo il sogno missionario del beato Allamano. Molti hanno vissuto con radicalità fin dalle sue origini questo ideale, lavorando in ogni parte e portando
amore. Grazie, Signore,
per tutto questo!
16 FEBBRAIO: FESTA DEL BEATO GIUSEPPE ALLAMANO
Nella festa del beato Giuseppe
Allamano un inno di lode e
di ringraziamento, da
tutta la terra, si alza oggi a Te, Padre del Cielo. A
questo canto di esultanza si uniscono le nostre voci.
Ti siano rese grazie, Padre, di tutto cuore, perché hai operato grandi cose nel tuo Servo Giuseppe
Allamano e lo hai colmato
dei tuoi doni. Lo hai
chiamato ad essere “sacerdote della nuova alleanza”; ad ascoltare la Tua voce, e Ti ha seguito.
Il suo sogno: una piccola parrocchia; Tu lo hai fatto educatore di sacerdoti e missionari, guida saggia e prudente di
anime alla ricerca della
Tua volontà, testimone della tua bontà, ministro di consolazione.
Il suo sconfinato amore per la Chiesa non lo lasciò chiuso
nel suo piccolo
mondo, lo fece padre
energico e laborioso. Il
disegno universale della salvezza non lo lasciò indifferente. Comprese che il tuo amore, Padre, è sempre sconfinato […].
Ti rendiamo grazie, Signore
Gesù, per avere
suscitato nella Chiesa questo sacerdote ardente di zelo missionario, sollecito per l’avvento del Tuo Regno. Per salute non partì, ma inviò in missione uno stuolo di discepoli ad annunziare il Vangelo
[…].
Riunite nel Tuo nome, Signore, attorno alla Parola e all’Eucaristia, le nostre due famiglie missionarie sostano silenziose davanti al beato
Allamano.
Ognuno di noi, guardando alla sua vita, e a ciò che è chiamato ad essere, possa ascoltare dalle sue labbra parole di speranza, incoraggiamento,
richiamo e
consolazione. Tu, Giuseppe
Allamano, aiutaci a
ricordare il primato della santità: “Prima santi, poi missionari”: missionari per annunciare Cristo, missionari con il cuore di Cristo, missionari per far sorgere il
Regno, missionari per
testimoniare il Regno, non
in qualunque modo, ma
nella radicalità delle beatitudini […].
Vi ho dato tutto, - hai detto da vivo sulla terra -, ora dal Cielo compirò questa
promessa. La mia
benedizione ai due istituti che realizzano con fedeltà il carisma e il rinnovamento; ai superiori; ad ognuno di voi, ai vostri famigliari, benefattori, a tutti…
La mia
speciale benedizione a
quanti sono ricchi di anni e di missione, a quanti portano nel corpo i segni della Passione; a quanti sono stanchi e sfiduciati.
“Missionari della
Consolata”: il
vostro nome e cognome, impegno di vita e ideale. Lei è la vera Fondatrice: guardatela e da Lei imparate a portare Gesù, la vera consolazione, all’umanità. Coraggio e avanti.
P. Alberto
Minora imc
ALLA SCUOLA DELL’ALLAMANO - ESERCIZI SPIRITUALI PER LAICI
Diversi gruppi di
laici, in Italia e all’estero, sono vicini ai Missionari e alle Missionarie della Consolata per condividerne lo
spirito e anche per offrire una concreta collaborazione sia nella cooperazione missionaria e sia, per i più
giovani, anche nell’apostolato diretto in territorio di missione. L’Allamano è modello di vita anche
per questi laici, i quali si riferiscono a lui chiamandolo spontaneamente e con ragione “il Padre Fondatore”.
Per due di questi gruppi, che fanno capo alle suore missionarie, ci piace segnalare un’iniziativa di
carattere formativo, che si ripete da anni e che si dimostra sempre più interessante. È un vero piacere
constatare come delle persone laiche, che non hanno avuto una formazione specifica nei nostri Istituti, una volta scoperta
la spiritualità “allamaniana”, si dimostrino interessate ad approfondirla, per poterla incarnare nella
propria vita. A tale
scopo, questi due gruppi, oltre alle loro regolari iniziative, una volta all’anno, si impegnano in un ritiro
spirituale di tre giorni, durante il quale, in clima di preghiera, riflettono a approfondiscono un tema concernente il
carisma del nostro Fondatore.
Nel mese di Marzo 2007, il gruppo del Lazio, raccolto nella casa generalizia
delle missionarie a Nepi (VT), ha approfondito questo tema: “L’Allamano maestro e testimone di una
consolazione vissuta e comunicata”. Il nucleo centrale attorno al quale sono ruotate le riflessioni si può
così sintetizzare: l’Allamano, uomo e sacerdote consolato, ci insegna ad essere persone
“consolate”, cioè interiormente stabili e forti, non fragili o scoraggiate, soprattutto con una sincera
comunione con Gesù, che è la vera consolazione del mondo, e con un filiale amore per Maria.
Cercare altrove motivi di
sicurezza, per l’Allamano, è un’illusione. Egli ci comunica soprattutto la propria esperienza di vita,
che per noi è una garanzia, e vuole che anche noi diventiamo, come era lui, uomini e donne “consolati”,
per potere essere “consolatori” di quanti ci sono accanto.
Il gruppo di Torino si è incontrato
a Caprie, all’imbocco della valle di Susa, alla fine del mese di giugno, meditando su questo tema:
“Discernimento spirituale - Ri-cerca della volontà di Dio in Giuseppe Allamano”. Le tre giornate si
sono concentrate nell’impegno di comprendere praticamente e fare proprio il progetto di vita che il Fondatore,
esprimeva con questo “trinomio”: «Nelle opere di Dio bisogna procedere così: pregare, per
conoscere la volontà di Dio; consultare e consigliarsi con persone sagge e prudenti; e poi
l’ubbidienza». Nella riflessione e nella preghiera è risultato chiaro che anche per dei laici,
impegnati nelle più svariate situazioni della vita di ogni giorno, queste regole dell’Allamano possono essere
una guida molto saggia e pratica.
Un particolare, emerso nei due incontri, è stato il comune apprezzamento del volume:
“Così vi voglio”, del quale sono destinatari anche i laici, considerato una fonte ricca e facilmente
accessibile del pensiero e dello spirito dell’Allamano.
UN’IMMAGINE DELL’ALLAMANO CON
RELIQUIA
Da tante
persone ci vengono richieste reliquie dell’Allamano e noi non siamo in grado di accontentarle, perché sono
esaurite le immagini con reliquia. Si sa che le reliquie di un santo sono un segno della sua presenza. E la gente, quando
si rivolge alla sua intercessione, vive l’esperienza di una particolare vicinanza psicologica e spirituale con lui.
La reliquia non è affatto indispensabile per sentirsi vicino ad un santo, ma certamente può costituire un
aiuto, se viene considerata solo per quello che è, cioè un “segno”.
Le
cosiddette reliquie “di primo grado”, in genere, sono costituite da piccoli frammenti del corpo di un santo.
Di queste reliquie dell’Allamano non ne possediamo. Quando la sua salma è stata esumata, prima della
beatificazione, è stata trovata intatta. Si è preferito rispettare quel corpo che ha servito Dio con tanta
passione e riporlo nella pace del sarcofago intatto.
Ci sono, però, altri generi di reliquie, che
hanno la loro importanza. Si tratta di oggetti appartenuti al santo, da lui usati; oppure di frammenti dei suoi vestiti.
Anche queste reliquie possono costituire un segno della presenza del santo e possono aiutarci a sentirlo vicino
psicologicamente e spiritualmente. Le reliquie che si uniscono ad immagini che rappresentano il santo, in genere, sono di
questo tipo.
Per accontentare quanti hanno particolare affetto verso l’Allamano e per aiutarli a
rivolgersi a lui nella preghiera in modo più tangibile, abbiamo approntato delle immagini dell’Allamano, con
un frammento della sua veste talare come reliquia. Abbiamo scelto questa reliquia, perché sappiamo con quanta
venerazione e rispetto l’Allamano indossava il proprio abito sacerdotale, dando ad esso il significato della sua
appartenenza al Signore per il servizio nella Chiesa.
Nel retro dell’immagine è stampata la
stessa preghiera che si trova nella quarta pagina di copertina di questa rivista. Essa può servire per rivolgersi a
Dio e chiedere qualche favore per intercessione dell’Allamano.
MISSIONARI E MISSIONARIE SÌ,
MA SANTI
Ad Iringa,
Tanzania, dal 21 al 27 ottobre 2007, oltre 50 missionari e missionarie hanno partecipato ad un corso di esercizi
spirituali sul tema “la santità secondo lo spirito del beato Giuseppe Allamano”. La santità
apostolica è stata l’ideale personale che l’Allamano ha perseguito per tutta la vita, con tutte le
energie, ma anche la sua prima e costante proposta a quanti intendevano seguirlo. Il suo slogan, detto infinite volte e in
diversi modi, era appunto: “Prima santi, poi missionari”.
Non è stato difficile per
l’assemblea, composta in maggior parte di figli e figlie dell’Allamano, entrare subito nel clima del ritiro,
perché il contenuto delle meditazioni era familiare e coinvolgeva direttamente le persone. In incontri come questi
si vive abitualmente un’esperienza particolare: sembra che lo stesso Fondatore sia presente e parli alla buona,
incoraggiando con quelle sue parole piene di saggezza e comprensione: «missionari e missionarie sì, ma
santi!».
Anche i tre sacerdoti “fidei donum” e le due suore di altri istituti, che hanno
partecipato al corso, hanno espresso la loro riconoscenza per aver potuto condividere la ricchezza e
l’attualità dello spirito del nostro Padre.