RITIRO MENSILE VISITAZIONE DI MARIA SS. A S. ELISABETTA

2 luglio 1916

 

XII. 1

Lo Scaramelli, autore classico di Ascetica e Mistica, parlando del Sacramento della Confessione dice che il Signore sovente a chi ben vi si prepara dà per frutto certo fervore e buona volontà a tenersi buono e lontano dai peccati anche piccoli. Questo fervore, aggiunge, non dura che due o tre giorni, dopo si diminuisce e torniamo quei di prima. A ciò evitare dobbiamo ogni giorno rinnovare in noi il proposito fervoroso, come uscissimo dal confessionale.

Il simile accade dei nostri ritiri mensili. In queste prime domeniche ... ; ma dopo qualche giorno, ed anche l'indomani...

Oggi la S. Chiesa celebra la Festa della Visitazione di Maria SS. a S. Elisabetta, il secondo Mistero dei Gaudiosi. Il Ven. Da Ponte scrive che due cose particolari c'insegna questo fatto: che Maria SS. è il canale di tutte le grazie, e come dobbiamo ad imitazione della SS. Vergine combattere le tentazioni di vanagloria. Poteva il Signore direttamente santificare S. Giov. Battista; no, volle farlo per mezzo ai Maria, ispirandole di andare... - Quando Elisabetta poi la lodò con quelle parole..., la SS. Vergine non s'insuperbì, né trovò scuse per negare o diminuire la verità, ma tutto riferì a Dio col Magnificat, come dicesse: Sì, è vero, ma... Così facciamo noi nelle tentazioni?

 

 

QUATTRO SORELLE

Fate il ritiro mensile; è il primo dopo gli Esercizi Spirituali... ed i proponimenti? Spero che tutte li abbiate e che non vi sia la polvere sopra. Bisogna vedere se li abbiamo eseguiti, perché noi siamo così fatti che incliniamo sempre ad abbassarci.

L'effetto sensibile della confessione dura due o tre giorni; e l'effetto degli Esercizi quanto dura? Appena uscite dagli Esercizi si è piene di buona volontà, di vita, ma poi... si è messe in un impiego ed ecco venir fuori la malinconia; si ha un maluccio, un bubù per superbia celato, invece di dirlo che è spirito buono e ubbidienza, ma si tiene il male per far vedere che si è un trusun [una robustona) e si è conturbati. Quando si hanno di questi momenti il diavolo se ne serve per farci perdere la bussola spirituale; la vita di comunità sempre uguale, tante volte ci fa vivere umanamente e ci fa dimenticare di vivere quella vita di fede, di fervore di una missionaria di prima classe.

Bisogna nel ritiro mensile scuoterci, prendere i proponimenti e guardare se son sempre la stessa, e non cercare le scuse; la scusa è la mia debolezza e non la mancanza della grazia di Dio; abbiamo avuto tante grazie che se mi perdo è colpa mia; se sono stata maligna, tiepida, è tutta colpa mia.

 

Quest'oggi bisogna proprio immaginarci di uscire dai S. Esercizi e dire: Voglio incominciare, sì che questo mese sia un mese di perfezione; non vado a cercare né il freddo né il caldo; se fa caldo penserò all'amor di Dio; sì che questo sia un mese di profitto spirituale e l'amor di Dio mi bruci.

In questo mese onoriamo pure tanti bei santi quali: S. Ignazio, S. Vincenzo, S. Camillo de Lellis. Mettetevi davanti agli occhi S. Vincenzo. Si diceva di lui: Vincenzo è sempre Vincenzo; non già perché fosse sempre cattivo, no, ma perché era sempre uguale di carattere. S. Ignazio ci insegna a far tutte le cose alla maggior gloria di Dio e ad essere forti a combattere le passioni.

Voi dovete far tutto ciò che piace al Signore e cercare non solo il bene, ma il meglio. Come farebbe piacere, dopo aver molto lavorato e fatto del bene, trovarsi nel momento di abbandonare il mondo per l'eternità come quel Canonico (Padre Ferrero della Piccola Casa) che è morto quest'oggi! Lo raccomando alle vostre preghiere perché è stato lui che ci ha dato le Suore del Cottolengo.

 

Quest'oggi è la festa della Visitazione. Vorrei sapere da voi perché S. Francesco di Sales diede questo titolo alle sue suore. (Alcune tentano d'indovinarlo). S. Francesco di Sales non mise nulla a capriccio e se diede questo titolo, è perché voleva mettere a modello delle sue suore la Madonna nella vita comune che fece nei tre mesi che servì S. Elisabetta. S. Elisabetta non era mica povera, ma la Madonna le avrà fatto da mangiare. La Madonna è partita cum festinatione [con prontezza]. Una volta nei misteri del Rosario si diceva che la Madonna serviva S. Elisabetta quasi umile ancella; tale espressione non piacque a Mons. Gastaldi e ci disse di dire: con umiltà e carità.

 

Oh, quelli che in comunità fanno tutte le cose ordinarie bene ed unicamente per amor di Dio! Se una stesse tre mesi in comunità con questa vita, si farebbe da tutte amare e si avanzerebbe molto nella perfezione, più che a fare le cose straordinarie. La Madonna faceva la vita ordinaria vicino ad un'ammalata, scopava, aggiustava! E’ tanto difficile che noi facciamo bene queste cose, con retta intenzione, per amor di Dio! Far tutto bene senza aver paura di far troppo.

 

S. Francesco di Sales voleva che le sue suore si sanfificassero nelle cose piccole, voleva imporre loro un modello di facile e difficile imitazione... Lavorare sempre, anche nelle stesse cose, lavorare per esempio in una camicia come ci fosse solo quella da aggiustare, e non annoiarci di far sempre lo stesso lavoro.

La nostra perfezione non consiste in fare cose straordinarie, ma nel fare le cose piccole bene e unicamente per amor di Dio. Penso che quando sarete in Africa dovrete aver pena di non aver fatto bene le cose. Imparate, imparate e non temete di far troppo, né troppo basso.

Nel mistero della Visitazione vi sono varie cose da notare: l° il Signore avrebbe potuto togliere il peccato originale a S. Giovanni Battista immediatamente; no, si servì della visita della Madonna. Ciò dimostra che tutte le grazie devono passare per le mani della Madonna. Quando siamo lì, maligni, abbiamo tentazioni, ricorriamo alla Madonna e diciamole: Maria, voi siete partita per togliere quella roba cattiva da S. Giovanni, così farete pure a me.

 

S. Elisabetta loda la Madonna; invece di star lì, insuperbirsi, far cerimonie, gnogne [far la smorfiosa], riferisce tutto al Signore. Io ho un po' d'ingegno, meno di quel che credo però; riferiamolo subito al Signore. Non dire: Tutto per DIO ed 10, ma: tutto per DIO SOLO. Fate così e passerete bene la festa della visitazione. S. Francesco approva noi e la nostra interpretazione (conclude sorridendo).

Il nostro Ven. Cafasso era straordinario nell'ordinario. Era cosa ordinaria il confessare, il predicare, il dar consigli ecc., ma radunate tutto ciò in un uomo solo come il Venerabile e troverete lo straordinario nell'ordinario. Essere anche noi così: straordinari nell'ordinario.

Ho ricevuta una lettera dal P. Prina (la legge; quindi ci dà la benedizione).

giuseppeallamano.consolata.org